28 gennaio 2015

Haute Couture SS 2015: Chanel, Giambattista Valli, Armani Privé, Bouchra Jarrar e Alexis Mabille


  
E' un giardino fiorito, una visione di bouquet dai mille colori. Ci sono voluti sei mesi per creare l'allestimento della sfilata, 300 fiori che hanno decorato il set della Couture primaverile. "Fiori a primavera? Avanguardia pura!" recita la famosa frase de Il Diavolo veste Prada, ma quando si parla di Chanel non c'è mai da rimanere delusi. Lagerfeld ricorda, "Conosco bene il mio lavoro!" chi può negarlo? Nella Couture c'è tutta la perfezione cauta di Chanel. N.B: il due pezzi ricorrente e la vita bassa. Non bassissima ma comunque non alta come quella a cui siamo abituati negli ultimi anni.

"Keep the best, forget the rest!" Karl Lagerfeled


Chanel

Un sogno fiorito in un giardino è anche quello della Couture di Giambattista Valli. Si ispira ad una conversazione impossibile, come lo erano le Impossible Conversations tra Schiap e Miuccia. La sua è tra Coco Chanel e Janis Joplin. Coco citata con le giacche nere e le influenze dell'abbigliamento maschile, Janis negli abiti da cocktail sopra ai pantaloni. Il risultato è una Couture romantica e super femminile. But although they seem like opposites, everything you never think could go together—actually, they do. Coco and Janis are both free spirits, with that nonchalant kind of attitude.” Giambattista Valli






Giambattista Valli
Festeggia dieci anni la, nata nel 2005, linea Privé di Armani. L'ispirazione è l'Oriente ma soprattutto il bambù, come spiega lo stesso Re Giorgio "Una pianta forte ma anche flessibile. Poi però, finito il vento, torna come prima". E' una metafora "Il bambù è come la donna di oggi!". La collezione è un susseguirsi di kimono rivisitati in chiave giacca o abito lungo. O almeno, personalmente ho visto kimono e geishe contemporanee ed elegantissime. Aspettiamo solo di vedere chi indosserà quale abito agli Oscar. 













Armani Privé


 Il tocco francese di Bouchra Jarrar ha compiuto 5 anni. Una donna un po' biker, ma soprattutto erotica. Zip diagonali su un tweed bianco e nero, giacche e abiti da biker, gambe messe in risalto. Haute Couture perfetta per il giorno e la sera e forse, con qualche abito lungo, la Jarrar apre anche ai Red Carpet di Hollywood.


 “Strength and femininity—that’s the woman of today,” Bouchra Jarrar

Bouchra Jarrar


E' un omaggio alla poesia di Albert Samain la Couture di Alexis Mabille, che quest'anno compie dieci anni. "Ci sono serate strane quando i fiori hanno un'anima..." recita la poesia del poeta simbolista francese. E' un giardino, ancora una volta, al centro di una sfilata di Couture, ma quello di Mabille splende di sera. Tra le stelle di paillettes, trasparenze seducenti, fiori e fiocchi oversize.







Alexis Mabille

26 gennaio 2015

Donatella, Dior, Schiap e un certo John Galliano. Spring Couture 2015



Amber Valletta in Atelier Versace 
Donatella rompe le righe della settimana della moda maschile parigina. E' suo il primo show della Couture Week Primavera Estate 2015. Femminili e super sensuali, Atelier Versace non abbandona il marchio di fabbrica della donna avvenente e decisa, l'autocitazione del proprio nome, over and over. Manca poco alla stagione della premiazioni e sulla passerella possiamo già vedere uno o due abiti che vestiranno le star di Hollywood, come di consueto sulle passerelle dell'alta moda.  In passerella due estremi: donne sirene o dive del passato. Le curve femminili e le sensualità del corpo sono ostentate, i colori protagonisti il blu, il rosso, il nero, il bianco.

Guarda tutti i look qui.

"Le scorse collezioni erano super grafiche, adesso ho voluto fare qualcosa di più femminile. Questa parola può suonare strana. Ma no, non lo è. E' per donne forti!" Donatella Versace "Le donne hanno un corpo sensuale, parliamo dell'essere fiere di essere donne, ed essere sexy va sempre bene!"

Atelier Versace 


Schiaparelli
Un'identità che fa fatica a tornare, l'ispirazione decisa è quella di Elsa Schiaparelli. La maison, riportata alla luce da Diego Della Valle, fatica a trovare un direttore creativo forte. Questa Couture è firmata Jean Paul Goude, dopo la departure di Marco Zanini a Novembre. I tailluer, i cappelli, le stampe surrealiste sono citazioni a "Schiap". Sintesi del lavoro tutto sommato buono, ma che sfiora il ready-to-wear. Il marchio è ancora da collocare e in tanti dobbiamo ancora capire che forma prenderà la maison.

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"Porteremo nuovi e giovani designer freschi di college. Ma lavoreremo insieme!" Diego Della Valle.
Schiaparelli
Maison Margiela
Il ritorno di John Galliano c'è già stato, non ha aspettato la settimana dell'alta moda parigina. Il 12 Gennaio ha sfilato lontano dalle luci di quei riflettori, forse meglio starne lontani per godersi un momento tutto dedicato al suo ritorno. Maison Margiela è la sua nuova casa, grazie a Renzo Rosso. Galliano è il meglio che la maison può sognare. La decostruzione è, ovviamente al centro della sfilata Haute Couture SS 2015. Galliano sceglie di non eccedere, c'è la sua firma ma non si vede. Non si nasconde, deve solo ambientarsi. Maison Margiela è lì, riconoscibile. Il tocco di Galliano un po' meno. Poco importa se i giornalisti lo stroncano con un "bello, ma non è stata la sua sfilata migliore". Certo che no, ovvio. Ma il Galliano della Couture lo conosciamo bene tutti, tornerà presto. Graduale sarà il suo ritorno alla Couture da sogno, come graduale è stato il percorso di riabilitazione affrontato. 
"Con il suo ritorno sarà possibile costruire quel fashion dream che solo lui può creare: gli auguro di trovare qui la sua nuova casa!" Renzo Rosso

Maison Margiela

Dior
E' bellissimo ma allo stesso destabilizzante un cappotto di plastica, su una passerella di Couture ancora di più. Ma Raf Simons ci ha gradualmente abituati ad una maison Dior in cambiamento, più vicina al futuro e alle esigenze, anche per quanto riguarda gli abiti di alta moda. Oltre alle "catsuits" dalle stampe very Seventies e le paillettes, il pezzo forte sono gli stivaletti e stivali, quasi leggings, di latex. Blu elettrici, arancio o marroni diventano il "breaking point" di interi look costruiti su mix di colori, stampe e stoffe discutibili. 

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Dior


Yours Cristina L

8 gennaio 2015

HALF BUN, PLEASE DON'T

Try this ONLY at home.
Tuppo, mezzo tuppo, tuppino, cipolla, cipollozzo, mezzo chignon...in qualsiasi modo lo chiamiate: NO. Le immagini sono significative, la stagione dei Red Carpet sta per iniziare e Kate Mara si presenta ad una serata di gala così.



La crisi del buon gusto è arrivata all'apice quando questa attricetta è uscita di casa con il look di tua cugina quando ha i capelli sporchi*, della tua vicina di biblioteca quando le vanno i ciuffi sugli occhi mentre studia, ma soprattutto quello che di solito accompagna il pigiama o la tutazza da casa. O semplicemente, quello che mi faceva mia madre quando esauriva la fantasia e non sapeva come minchia legarmi i capelli. Intercettiamo il trend sul nascere, critichiamolo prima che sia troppo tardi. Mettiamo alla gogna quello che chiamano l'Half Bun.
Ariana Grande, è giovane (ma non troppo) può ancora permetterselo
Non sto confutando la legalità del look, ci mancherebbe. Ognuno a casa sua è libero di acconciarsi i capelli nei momenti di scazzo come vuole. Io sono la prima. In casa siamo liberi di indossare pigiami di pile, felpe abnormi, trucco sbavato, capelli senza verso. Ma ad una serata di gala no. E nemmeno in giro per negozi. Finiamola di vestirci da quattordicenni ribelli. Non lasciamo che i capelli in questo modo invadano i Red Carpet. Il buon gusto deve vincere. In questo mondo una volta c'erano delle regole, delle acconciature, un dress code!
E' un appello, fermiamo questo trend!





Sienna Miller, ingiustificabile
E poi la piaga sociale peggiore: l'uomo con l'half bun...


Yours Cristina L

* "mia cugina" è stato modificato con "tua cugina" perchè le mie cugine si stavano offendendo in massa. Così adesso accuso TUA cugina di indossare l'half bun in casa.