26 settembre 2013

THE BLING RING di Sofia Coppola. Per me è no.




Non sono mai stata una fan di Sofia Coppola. Dei suoi film ho apprezzato solo Marie Antoinette. Credo vada specificato prima che iniziate a leggere quello che ho da dire su The Bling Ring, perchè il mondo si divide in due sulla figlia di Francis Ford: o la ami o la odi. La mia reazione alla fine, e anche durante, ogni suo film  è sempre "Mbè?". Ma questa volta ero davvero eccitata all'idea di vedere un suo film, il suo film. The Bling Ring parla di una storia che già conoscevo, ragazzini che rubano in casa di celebrità che già conoscevo. Quindi nessuno ha dovuto spiegarmi chi è Audrina Patridge o Rachel Bilson perchè anche io, come i protagonisti del film, sono una serietv-reality show-fashion-riviste ADDICTED. E, essendo in passato una drogata di reality show trash su E!, conoscevo la ladruncola Alexis Neiers, quella che Sofia Coppola chiama Nicki Moore nel suo film. La scelta più azzeccata è stata assegnare il ruolo di Nicki ad Emma Watson. L'attrice inglese è una delle ragioni per guardare questo film, è divina. Alexis Neiers era nel cast del reality show Pretty Wild. Nel 2009 venne fuori che Alexis aveva preso parte ad una serie di furti a Hollywood Hills, insieme ad una banda di ragazzini. L'articolo a cui si ispira la Coppola è "The Suspects wore Louboutins" di Nancy Jo, dove la giornalista racconta l'accaduto e riporta le dichiarazioni della Neiers. La gang ruba più di 3 milioni di dollari in scarpe, vestiti, gioielli, nelle ville di Paris Hilton, Orlando Bloom, Rachel Bilson

La Coppola, dunque, si documenta bene riguardo questo interessante fatto di cronaca e ne da una sua interpretazione. Il punto è che, a mio avviso, è un po' "fuffa". Il tema ricorrente nella filmografia Coppola è la difficoltà dell'essere ricchi e famosi. Non è tutto oro quello che luccica, la vita delle star non è poi così bella come sembra. Essere ricchi e famosi è difficile. Sì Sofia, pensa invece essere poveri e sconosciuti! I ragazzi si introducono, senza nessun problema, nella villa di Paris Hilton. Cercano e trovano l'indirizzo su Google e scoprono su un sito di Gossip che Miss Hilton è a Las Vegas. "Maledetta rete" direte voi. Riescono ad entrare facilmente nella villa perchè quel genio di Paris lascia le chiavi sotto il tappetino (vogliamo parlare del suo portachiavi a forma di Tour Eiffel? Fantasia pura). 
Nel film noterete una villa sui generis. La villa di Paris Hilton è nauseante. Ho sempre provato affetto e curiosità verso Paris e (adesso non vi spiego il perchè, magari in un altro post) anche io mi sarei fatta volentieri un giro in casa sua. Ma in maniera legale ovviamente! La casa che vedrete nel film è la vera dimora di Paris Hilton. Dimora che pulula di foto dell'ereditiera, cuscini con la sua faccia, copertine delle riviste (con la sua faccia ovviamente). Come a dire "la prima fan di me stessa sono io!". E, ovviamente, in quella casa ci sono un numero esagerato di cose. Cose. Perchè non possiamo dire che ci sono solo vestiti. Ci sono tante, troppe cose. "Sepolti in casa" versione Hilton. Certo, un "Sepolti in casa" pieno di borse da 3000 dollari l'una, ma comunque una casa nauseante e preoccupante. Lo sapevate vero che non si era nemmeno accorta che qualcuno fosse entrato in casa sua per rubare vero? Per forza, ha persino doppioni! "Ma perchè ne ha due?" si chiedono le ragazze nel film quando notano che nell'armadio ci due vestiti identici.
La Coppola porta al cinema un gruppo di ragazzini che vanno a ballare, sfrecciano sulle loro macchine cantando "Bad Girls" di M.I.A., vogliono vivere come le star. Sono un po' come noi ed è questo che fa un po' paura. Anche loro vanno nei locali e si sparano le pose, si fanno le foto e le postano su Facebook, adorano le celebrità e vestirsi bene. Poi però c'è di più, c'è di peggio. Vivono una vita all'insegna del divertimento, le parole delle canzoni che cantano (nella colonna sonora - un altro motivo per andare a vedere questo film- ci sono pezzi di Rick Ross, Kanye West, 2 Chains, Azealia Banks) descrivono la loro vita all'insegna di alcol e droga e sarebbero pronti a tutto pur di vivere come le loro celebrità preferite. Pronti a tutto: persino rubare le loro cose. E questo ci fa riflettere: quei ragazzini potremmo essere noi. Ma noi per fortuna di quei reality show e di quel mondo rimaniamo semplicemente spettatori. Ma la Coppola sembra non capirlo, perchè lascia tutto incompleto, parla del tema ma non lo approfondisce, lei è la figlia di Francis Ford Coppola e amica di Paris Hilton, lei è nata con la camicia e con il Rolex al polso, non può esattamente capire cosa spinge un adolescente a rubare in casa di Lindsay Lohan. Non lo capisce e neanche vuole capirlo. Sembra dire "il mondo è allo sfascio" tutto qui. Niente di più, niente di meno. Non tocca neanche il tasto esilarante di tutta la storia. Nei racconti e nelle dichiarazioni del vero Bling Ring c'è molta più ironia, suspance e superficialità. Alexis Neiers, appena dopo l'uscita dell'articolo della Jo, le telefona e piangendo le urla "Nancy, sono Alexis Neiers, volevo dirti che quello che scrivi non è del tutto vero! Hai scritto che indossavo delle Louboutin con il mio outfit tweed, ma indossavo delle kitten heels marroni, FUCKING BITCH!". 


Tutto questo in TV, nel suo reality show. Sofia, come hai fatto a non inserire questa perla nel film? Come puoi aver tagliato fuori la parte divertente di questo teatrino?
Questa pellicola poteva essere un'occasione, occasione che la Coppola ha bellamente sprecato. Qualunque altro regista, o un esperto di documentari, avrebbe fatto di meglio. 
Però, nonostante tutto, andatelo a vedere. Emma Watson nei panni della bad girl, nei panni della "Hustler" come direbbero i rapper, è assolutamente perfetta.


Yours Cristina L

14 settembre 2013

Spring Summer 2014, New York Fashion Week: Alexander Wang, Marc Jacobs, DKNY, The Row, Christian Siriano,Marchesa, Oscar de la Renta, Rodarte

Alexander Wang 
Il ragazzino ha talento. E non possiamo dirlo tanto per dire. Il minimalismo americano, semplicità e l'attenzione ai dettagli e la percentuale di assoluta vendibilità ci sono. Tutto ciò lo rende a pieno titolo uno stilista, un artista, un animale da New York Fashion Week. Il dettaglio più accattivante della sua S/S 2014 è il suo nome stampato su tutto. Minuscolo, invisibile da lontano che quasi pare un pattern, ma con un chiaro messaggio da vicino: sono Alexander Wang, io, il ragazzino talentuoso di New York, sta volta sono io, non il parigino di Balenciaga. E poi sappiamo benissimo che il pubblico orientale ama i marchi stampati in bella vista. Alexander Wang conosce bene il suo ambiente e anche questa volta vince, poco creativa ma tanto accattivante, la sua collezione non può passare inosservata. 

The kid has talent. And we can't say so only to speak. The American minimalism, simplicity and attention to detail, and the percentage of absolute marketability are there. All this makes him a full a fashion designer, an artist, a New York Fashion Week animal. The most eye-catching detail of his S/S 2014 is his name printed on everything. Tiny, almost invisible from a distance that seems to be a pattern, but with a clear message closely: I'm Alexander Wang, me, the talented kid from New York. And then we know that the oriental public loves  marks printed in plain sight. Alexander Wang knows how this industry works and this time wins, uncreative but so captivating, his collection can not go unnoticed.


Christian Siriano
Ha dichiarato di voler diventare un Lifestyle Brand. Ma i numeri li ha? Christian Siriano ha cominciato a lavorarci su. Per prima cosa eyewear e profumi. Per come gira la giostra inizierei con una linea di accessori. Un lifestyle brand non è semplice da creare, solo in pochi possono vantare di aver messo su un impero (vedi Armani). Per la S/S 2014 si riconferma uno dei nomi più validi di New York, si ispira al suo ultimo viaggio in Messico, a Isla Mujeres. I colori infatti sono quelli caldi dei caraibi, la collezione è un omaggio alle forme delle Mujeres, le donne appunto. Le scarpe? Ancora Payless  per la gioia degli amanti del lowcost. Il ragazzo vale, speriamo bene per il suo lifestyle brand, con gli stimoli giusti potrebbe crescere ancora di più. Un sincero in bocca al lupo. 
He said he wanted to become a Lifestyle Brand.  Christian Siriano began to work on it. First, eyewear and fragrances. As it turns the carousel I would start with a line of accessories. A lifestyle brand is not easy to create, only a few can boast of having set up an empire (see Armani). For the S/S 2014 remains one of the most valuable names in New York City, is inspired by her recent trip to Mexico, Isla Mujeres. The colors are warm, the collection is a tribute to the forms of Mujeres, women in fact. Shoes? Still Payless to the delight of lovers of lowcost. The guy goes, hopefully good for his lifestyle brand, with the right incentives could grow even better. A sincere good luck.

DKNY
Non posso nascondere il mio amore per questi jeans. New York vuol dire anche streetwear e DKNY è il marchio dove la keywork è nel nome: NY. La nostalgia è un sentimento che funziona sempre. Vedi il jeans con le toppe. Viene subito in mente l'inizio degli anni '90 e i teenager di quegli anni. Le camerette, i piccoli divi e le toppe sui jeans che erano più di semplici pezzi di stoffa per coprire i buchi. E quest'anno DKNY compie 25 anni e racchiude tutta la sua essenza in questa S/S 2014. Dal passato al presente, lo show lo chiude Rita Ora

I can't hide my love for these jeans. New York also means streetwear and DKNY is the brand where the keywork is in the name: NY. Nostalgia is a feeling that always works. See the jeans with patches. Immediately comes to mind the beginning of the 90s and teenagers of those years. The bedrooms, baby stars and patches on jeans that were more than simple pieces of cloth to cover the holes. And this year DKNY is 25 years old and contains all its essence in this S / S 2014. From the past to the present, the show closes Rita Ora.



Marc Jacobs 
Avete notato la vita bassa? Divento sempre sospettosa quando la vedo "Sta a vedere che torna" penso sempre. Però a Marc Jacobs piace quindi non c'è da allarmarsi. Non sai mai cosa aspettarti da Marc. Quel mattacchione di Marc. Un estate così dark ve la aspettavate? Io no. Perchè non ci delizia mai con le sue vacanze? Eppure lo beccano spesso sulle spiagge a sorseggiare drink con dei bei ragazzi. Eppure in passerella no, porta un'estate apocalittica, gotica, ottocentesca. Ispirata alla modella, Jamie Bochert,  “who’s my muse, and she comes to the studio in these beautiful old gowns every day.” Focus sulle scarpe e sui capelli: dettagli disarmonici.


Have you noticed the low waist? I always get suspicious when I see it "Look!Maybe it's back!" I always think. But Marc Jacobs like them, so do not be alarmed. You never know what to expect from Marc. That funny guy. Did you expect a so dark summer? I do not. Why don't he ever delight us with his vacations? Yet I often get caught on the beaches to enjoy a drink with nice guys. Yet not on the catwalk, summer brings apocalyptic, gothic, nineteenth-century. Inspired by the model, Jamie Bochert, "who's my muse, and she comes to the studio in old These beautiful gowns every day." Focus on the shoes and hair: disharmonious details.


Marchesa
Marchesa si ispira alla natura per questa S/S 2014, ma anche alla lingerie e al boudoir. Dopo un po' 
di noia degli anni passati posso finalmente dire di essere rapita da una collezione Marchesa. Finalmente qualcosa di nuovo. "E' la più eclettica di sempre" ha dichiarato Georgina Chapman. Agli Oscar ne vedremo delle belle. Chi indosserà cosa? Perchè in fin dei conti è lì che il marchio prende vita. Interessante la collezione Notte by Marchesa che invece illude di glamour noi comuni mortali, tanto non possiamo permetterci certi vestiti comunque. Le stoffe scivolano sui corpi e mettono in risalto la sensualità naturale delle donne, come dire, il glamour è soprattutto eleganza innata. 


Marchesa is inspired by nature for this S / S 2014, but also to lingerie and boudoir. After a while of
boredom during the past years I can finally say she was abducted from a collection Marchesa. Finally something new. "It 's the most eclectic of all time," said Georgina Chapman. Will see some good at the Oscar's. Who will wear what? Because in the end, that's where the brand comes to life. The fabrics glide over the bodies and bring out the natural sensuality of women, as it were, the glamor is mostly innate elegance.



Oscar de la Renta
Ho già parlato dello stress di Oscar de la Renta nello scorso post e di tutta la questione sull'organizzazione dello show e gli inviti. Ma adesso concentriamoci sui vestiti, sono quelli che contano veramente. Non si può negare che de la Renta sia un maestro della moda americana. Uno dei nomi più rilevanti che, non sempre (scivola spesso) ma spesso, può competere con gli stilisti italiani e francesi. Questa collezione ha un' ispirazione diciassettesimo secolo, ma non solo. Gli stili sono tanti ma accomunati dallo stile de la Renta, appunto. E' tutto naturale, non c'è quella comune necessità nelle sfilate di recitare ed impersonare qualcuno o qualcosa. Just Chic. 


I have already spoken of the stress of Oscar de la Renta in the last post and the whole question of the organization of the show and invitations. But now let's focus on the clothes, are the ones that really matter. There is no denying that de la Renta is a master of American fashion. One of the most important names that do, not always (often slips), but often, it can compete with the French and Italian designers. This collection has an 'inspiration seventeenth century, but not only. The styles are many but united by style de la Renta, in fact. It 's all natural, there is not the one common need on catwalk to acting and impersonate someone or something. Just Chic.


Rodarte
Dovrei smetterla di pretendere tanto dalle sorelle Mulleavy. Hanno realizzato una sola collezione sorprendente ed il resto è stato un continuo aspettare una stagione come quella dello S/S 2011. Ma questa è solo la mia opinione, è chiaro. Questa primavera estate di Rodarte è un'accozzaglia di stili, stampe ed altri disastri. O ci vuole del tempo ad elaborare o è tutto sbagliato. L'unica cosa certa è che non hanno regole. L'ispirazione è, come per Hedi Slimane da Saint Laurent, il nord della California. Ma davvero, davvero lì le ragazze si vestono così male? Non credo. 

I should stop demanding so much from the Mulleavy sisters. They made one amazing collection, and the rest has been a continuous wait a season like that of the S / S 2011. But this is just my opinion, of course. This spring is a mishmash of styles, prints and other disasters. Or it takes time to develop or it's all wrong. The only thing certain is that they have no rules. The inspiration is, as Saint Laurent by Hedi Slimane, northern California. But really, there really girls dress so badly? I do not think.



The Row
Sofisticato. L'approccio delle sorelle Olsen alle stoffe e agli stili è assolutamente minimal e gradevole. Sofisticato è l'unico aggettivo che mi viene in mente. The Row è un progetto fin troppo ben riuscito. Il lusso non è mai stato così sobrio. Il loro amore per gli abiti lunghi si riconferma anche in questo S/S 2013 dove lo stile americano ha un gusto bohemian e medio orientale.

Sophisticated. The approach of the Olsen sisters to fabrics and styles is absolutely minimal and pleasant. Sophisticated is the only adjective that comes to mind. The Row is a project too successful. The luxury has never been so simple. Their love for the long dresses also confirms in this S / S 2013 where the American style has a bohemian and Middle East flavor.


Vera Wang

E' un glamour contemporaneo quello di Vera Wang. E' un mix. Lo sportwear incontra la couture o viceversa. "La collezione ha un forte animo atletico" ha dichiarato la Wang. Sono sempre impressionata dalla leggerezza delle stoffe, da questo glamour così cittadino e libero, in questa S/S Vera utilizza anche i tessuti tecnici  e li abbina in maniera totalmente libera alle sete, agli chiffon, all'organza. 


It 'a contemporary glamour to Vera Wang's. It 's a mix. Sportswear meets couture or vice versa. "The collection has a strong athletic heart," said the Wang. I'm always impressed by the lightness of the fabrics, from this city so glamorous and free, in this S/S Vera also uses technical fabrics and combines them in a totally free way to silk, chiffon and organza.


Yours Cristina L

10 settembre 2013

La New York Fashion Week e la rivoluzione in atto.

“Fashion Week needs to be rethought.” scrive Eric Wilson, famoso giornalista del New York Times. La Fashion Week newyorkese va rivista. Un po' alla volta, ma va rivista. Al di fuori è tutta glamour e feste, dall'interno lo stress è alle stelle. Più di 350 show in una settimana, traffico infinito, gente che si fotografa ovunque, intralci all'entrata e all'uscita dagli show. Troppi show e troppa gente in poco tempo e in pochi spazi. In tutto questo c'è della gente che lavora. E continue lamentele dagli abitanti della zona di Lincol Center, dove sono stati spostati gli show (prima a Bryant Park). Lamentele dagli stilisti che non riescono a gestire ed a dividere gli spazi, il Lincoln Center sembra un terminal e quello che c'è intorno (dentro e fuori) sembra un catering di nozze. I giornalisti e gli editor non riescono a seguire tutti gli show, trovano stressante il circo che l'evento è ormai diventato. Oscar de la Renta ridimensiona tutto: "Quando metti su un megashow si perde il senso del perchè stai sfilando. Per i professionisti è importante vedere i vestiti, non dovrebbero avere intorno altre 30000 persone e altre 10000 che scattano foto a tutte quella gente che non c'entra niente con i vestiti!". In poche parole: de la Renta ridimensiona gli inviti e mette su due show. Uno per la stampa e i buyer, uno per gli amici e i clienti. In tempo reale abbiamo foto e live streaming quindi che senso ha la settimana della moda? La settimana della moda ha senso per i professionisti, qualcuno dopo tutto dimentica che la moda è un lavoro, non un parco giochi. Andrebbe rivisto chi è dentro e chi è fuori. 350 show? Siamo impazziti? Molti stilisti potrebbero semplicemente presentare in lookbook e, ovviamente, in rete. Oppure in presentazioni private. Il mondo ha Internet prima ancora delle riviste e dei negozi. Una rivoluzione è in atto. Il futuro? Io, nella mia modesta opinione, spero nelle sfilate al chiuso stile Tom Ford. I comuni mortali guarderanno lo show da casa, senza calpestare e far inciampare chi lavora. Sfilate diverse, dove l'editor, il giornalista, il buyer può vedere gli abiti più da vicino. Il circo della settimana della moda finirà mai? Il malcontento dei professionisti è già un buon inizio. 

"Adesso sappiamo perchè Anna Wintour scappa subito via quando la sfilata finisce. E' l'unico modo per andare alla prossima!" (@Tomandlorenzo via Twitter)

5 settembre 2013

Manuale per diventare una Fescion Blogger di Federica Guarnieri


 In principio eravamo tutte veline, adesso siamo tutte aspiranti fashion blogger. Anzi no, senza aspiranti. E non lo dico solo io, lo dice pure Feredica WonderLover Guarnieri. Perchè mica hai bisogno di ballare con il Gabibbo per essere PHIGA. No, ti basta una macchina fotografica, un po' di vestiti ed una connessione ad Internet. Siamo tutte fescion blogger ma solo una scrive una manuale semplice e veloce per diventare tale. “Manuale per diventare una Fescion Blogger” il libro di Federica Guarnieri, è stato scelto da Occupy Deejay per essere pubblicato in formato ebook dalla piattaforma Wannaboo. E scommetto molto sul fatto che abbia vinto grazie alla sua ironia. Autoironia. Quella sacrosanta qualità che manca a molti. Sei bionda? Sì. Sei Fescion? Sì. Hai tanti vestiti? Sì. Allora che aspetti ad aprire un blog, un account Instagram o qualsiasi piattaforma che permetta di metterti in mostra?
Un fenomeno, quello delle blogger di moda, mondiale che potete interpretare come vi pare.
“Toc toc...”
“Chi è?”
“Sono una Fescion Blogger!”
“E che vuoi da me?”
“Voglio entrare alla tua sfilata, farmi tante foto e promuovere i tuoi prodotti. Ho tante followers quattordicenni from Ucraina!”
“E sti cazzi non ce li metti?”.
Federica racconta come essere popolari sul web in poche semplici mosse. Ma non parla solo delle blogger e delle star del web. Parla anche di se stessa (che alla fine è blogger e star del web pure lei eh!) in chiave blogger. Perchè a far sembrare super top, super chic, super amazing la propria vita basta poco, basta un click.

E quindi il manuale parla di Internet, Boyfriend, Amici e Friend, cagnolini, icone di stile, telefilm, cibo. Cosa mangia una fashion blogger? Con chi esce una fescion blogger? Cosa guarda in tv una fescion blogger? Tutto questo ce lo spiega Wanderlovah in poche e divertenti pagine.
"Non riesco a ritenermi una fashion blogger eppure con questa cosa ci vivo! Bene o male è il mio lavoro, scrivo e faccio anche outfit di street style, il che fa ridere già me, pensa gli sconosciuti che mi leggono!
Però fa ridere, questo termine non smetterà mai di farmi ridere! Ma non sminuisco il lavoro di tante, tantissime, che lo fanno con professionalità e cura!Piuttosto ironizzo su questa PANDEMIA scoppiata negli ultimi anni." dichiara a me medesima su Facebook.
Chi è Federica? Classe 1985, bionda, ha studiato stilismo e moda, ma nell'ultimo anno di università ha preferito concentrarsi sugli aspetti della moda che riguardano la scrittura. Il suo blog è fashionapartment.blogspot.it ma collabora e scrive per tante altre piattaforme. Sempre ironica e sopra alle righe, non potetevi perdervi il suo ebook, a 0,99 cent qui. E dai, leggetelo, non fate le PORACCEH!  



Yours Cristina L