20 febbraio 2013

NYFW A/W 2013-14: Oscar de la Renta plus Galliano? And Pijamas at Marc Jacobs'

It 's over for a while, I know. But the fashion week in New York always leaves a little bitter taste in the mouth. It 's beautiful, I know! I love it, but it's hard to find something really creative that has not already seen on the catwalks of Europe. The parade of Oscar de la Renta was one of the most waited. It 's always one of the most waited but this year there was something more: John Galliano. Although public opinion is divided in two (who loves him and believes should have a second chance and those who think he is wrong and the demon) on his return and his second chance was sponsored by big names of fashion. Franca Sozzani has always defended and loved him, Anna Wintour maybe put him in a good light with Oscar de la Renta. Or at least, I think it went well. And then ... the withdrawal. There is a lot of talk on the withdrawal of De la Renta and the arrival of Galliano in the fashion house has only fueled rumors. So Galliano has not come back, he's just working with Oscar de la Renta for a collection. This A/W 2013-14. And the collection has marched, but I've seen very little of Galliano and too much Oscar de la Renta. More than a collaboration with Galliano seems a citation. At a distance. 50s skirts, decorations on clothes, fur, nothing new. I was expecting something more "Galliano" at least in the make-up but nothing. Galliano is there but not seen. But he stays. He remains to Oscar de la Renta, because the style of American fashion designer does not seem to want to set, and does not seem to leave room for Galliano, but maybe someone realizes that soon will be the case to leave everything in safe and creative hands. Galliano will replace Oscar de la Renta after his (if he will) withdrawal? I can not answer, but I hope so. “What is the most decadent thing anybody could ever do? Get all dressed up, do their makeup, and stay at home.” said Marc Jacobs to Andrè Leon Talley. His collection A/W 2013-14 is themed pajamas. But not sleepover. Pajamas rather apocalyptic. The coolest outfit? The pajamas. Men's model but with a metallic fabric. Futuristic chic. In the background a sun that gradually loses its light. From dawn to dusk Marc Jacobs takes us into his world "Somewhere over the rainbow-again!" he says.

E' finita da un pezzo, lo so. Ma la settimana della moda di New York lascia sempre un po' d'amaro in bocca.  E' bella, per carità! La adoro, ma è difficile trovare qualcosa di veramente creativo che non sia già visto sulle passerelle europee.  La sfilata di Oscar de la Renta è stata una delle più attese. E' sempre una delle più attese ma quest'anno c'era una marcia in più: John Galliano. Anche se l'opinione pubblica è divisa in due (chi lo ama e crede debba avere una seconda possibilità e chi pensa abbia sbagliato e sia il demonio) il suo ritorno e la sua seconda possibilità è stata sponsorizzata dai nomi importanti della moda. Franca Sozzani lo ha sempre difeso ed amato, Anna Wintour ci avrà messo una buona parola con Oscar de la Renta. O almeno, credo sia andata così. E poi...il ritiro. C'è un gran parlare sul ritiro di De la Renta e l'arrivo di Galliano in maison non ha che alimentato le voci. Quindi Galliano non è tornato, sta solo collaborando con Oscar de la Renta per una collezione. Questo A/I 2013-14. E la collezione ha sfilato, ma io di Galliano ho visto ben poco, dello stile Oscar de la Renta tanto, troppo. Più che una collaborazione con Galliano sembra una citazione. Alla lontana. Gonne anni '50, decorazioni sugli abiti, pelliccia, niente di nuovo. Mi aspettavo qualcosa di più "Galliano" almeno nel make-up ma niente. Galliano c'è ma non si vede. E resta. Resta da Oscar de la Renta, perchè lo stile dello stilista americano non sembra voler tramontare e non sembra voler lasciar spazio a Galliano, ma forse qualcuno si rende conto che ben presto sarà il caso di lasciare tutto in mani sicure e creative. Galliano sostituirà Oscar de la Renta dopo il (se avverrà) ritiro? Non so rispondere, ma lo spero. "La cosa più decadente che si possa fare? Vestirsi, truccarsi e...stare a casa!" ha dichiarato Marc Jacobs alle prese con un'intervista con Andrè Leon Talley. La sua collezione A/I 2013-14 è a tema pigiama. Ma non pigiama party. Piuttosto pigiama apocalittico. Il vestito più cool? Il piagiama. Modello da uomo ma con un tessuto metallizzato. Futuristico e chic. Sullo sfondo un sole che gradualmente perde la sua luce. Dall'alba al tramonto Marc Jacobs ci porta nel suo mondo “Somewhere over the rainbow—again!” dice.

Yours Cristina L

12 febbraio 2013

Il tunnel dei capelli rosa.

Alla vista di questa foto mi sono detta: "No, dai!".
Risparmiandovi le mie critiche bacchettone, figlie di una società poco open minded e semplice, ho riflettuto sul trend dei capelli rosa. Ne ho viste tante. Katy Perry, Lady Gaga, Kelly Osburne e pure svariate FESCION blogger. Ed adesso, a 67 anni, Helen Mirren. Fidatevi, ci sono passata anche io, ma ne sono uscita. E' un tunnel. E' un tunnel quello dei capelli rosa. Presente quando scrivono "Don't Try This At Home"? E voi, solo perchè lo hanno scritto e vi hanno raccomandato di non provare a saltare da un palazzo di cinque piani in una piscina di palline, lo vorreste fare? Ecco, è andata più o meno così. Sono partita da dei semplici graffiamenti sul mio taglio mascolino, sperando di non essere troppo vistosa o esagerata. Volevo essere fine, anche con i capelli rosa. E avevo paura dell'effetto Avril Lavigne, PARECCHIO. Il mio parrucchiere mi ha subito messa in guardia: "Quel colore sbiadito è impossibile da tenere, va via dopo un lavaggio!" ed io ovviamente non lo sono stata a sentire, presa dal raptus creativo che mi assale quando vado dal parrucchiere. Ero partita da un fucsia poco finto, fucsia che tutti simpaticamente scambiavano per rosso. "Anche tu ti sei fatta rossa, eh?" e da lì ho cominciato a diagnosticare il daltonismo a molti amici, parenti e conoscenti. Quel "Rosso" effetto Vanna Marchi  è sparito subito. E così è iniziata l'avventura che si è trasformata dal primo lavaggio in "50 shades of Pink". Sottomessa. Sottomessa dal pensiero "Chissà come verranno i miei capelli al prossimo lavaggio!".  Un colore diverso ogni lavaggio, un look diverso ogni lavaggio. DIVERTENTE, vero? Mi stavo divertendo moltissimo fino al giorno in cui alcune ciocche erano ancora rosa ed altre erano diventate bionde. Non fraintendete, è stato bello, mi piacevano. Ma sembravo una povera ragazza abbandonata in un tunnel di parrucchieri stronzi. E la cosa peggiore era che la stronza ero io, ero io che chiedevo tinte fucsia al mio parrucchiere, schiavo dei miei capricci e dei miei capelli che con la decolorazione non diventavano bianchi ma biondi. Poi è arrivata la fase della noia. Esci di casa e vedi shatush ovunque. Capelli schiariti, slavati, sbionditi, finti maltrattati, rosa, biondi, blu OVUNQUE. E mi sono detta: BASTA. Usciamo dal tunnel. DEFINITO è diventata la parola d'ordine. Ho bisogno di un colore definito e bello. L'ho fatto. Sono uscita dal tunnel. Ricorderò tutto questo come l'ennesima fase dei miei capelli, l'ennesimo tunnel. A volte rischio di cambiare colore e taglio di capelli più spesso di Linda Evangelista nei tempi d'oro della sua carriera. Ho vent'anni e la mia creatività per adesso la esprimo anche attraverso i capelli. Ma a sessantasette anni, cara Helen, non è un po' troppo?
Ragazze, basta! Usciamo dal tunnel degli shatush e incamminiamoci insieme verso una valle di colori definiti. 

Yours Cristina L