22 marzo 2013

GIRLS di Lena Dunham e la verità (che non ci piace abbastanza)

Credo e spero ne abbiate già letti di articoli che paragonano Girls a Sex And The City. O almeno spero abbiate guardato una puntata dell'uno e dell'altro  per capire di che cosa parlerò. C'era una volta Carrie Bradshaw. Carina, brillante, divertente, in carriera, con un armadio da far invidia e delle amiche perfette. Viveva in un appartamento nella città che non dorme mai, piena di locali, ristoranti chic e notti di sesso. Scintille, lustrini, sogni. Sex And The City trasuda queste cose. Quante donne e ragazze hanno sognato di essere Carrie? Avere la sua vita? Quel lavoro, quell'appartamento adorabile, tutte quelle scarpe da quattrocento dollari, quella vita sessuale. Sex and The City è stato un fenomeno a livello sociale, per la prima volta una serie tv parla di donne in quella maniera. E cioè donne libere, che fanno sesso (molto spesso come gli uomini) e parlano di sesso e di uomini tra di loro, senza vergogna. Single. Donne libere, in carriera e single. Donne single: nuovo target, nuova categoria sociale. Insomma, è quella la serie tv d'eccellenza per le donne. Poco importa se è quasi impossibile che Carrie riesca a permettersi quella vita solo scrivendo qualche   libro e qualche articolo, poco importa se è praticamente impossibile che queste donne siano sempre in giro per locali e mai a casa a cucinare, fare la lavatrice e fare il letto. No!E' un mondo troppo glamour per far esistere lavastoviglie e lavatrice. Ma ci piace così, ci piace credere che sia così.

Poi anni dopo arriva Hanna di GIRLS. In carne, bruttina, senza lavoro, con delle amiche strane ed incasinate, con dei genitori che non vogliono più pagarle l'affitto a New York ed una vita sessuale meno glamour e più verosimile. Puntata dopo puntata ho cercato di capire perchè Lena Dunham (la creatrice nonchè interprete della protagonista della serie) avesse riscontrato così tanto successo con quella serie che per me sembrava brutta e senza senso. Inizialmente la odiavo. Lei e quella serie tv che mi "regalava" scene in cui Hanna, con un fisico non esattamente mozzafiato, era completamente nuda mostrando anche tatuaggi orribili. Ad un tratto sono sparite le tette stupende di Samantha Jones ed il fisico minuto di Carrie. Un salto nella realtà. Lena Dunham non si vergogna di mostrarsi per quella che è e questo è da ammirare. Ma noi eravamo abituate a Carrie e amavamo lei. Ma era facile adorare Carrie, così perfetta, con una vita così magica. E' difficile invece amare Hanna e quella vita incasinata. Non vive a Manhattan ma a Brooklyn, le sue amiche non sono adorabili ma veri e propri casini ambulanti, il suo ragazzo non è esattamente un fidanzato ma uno con cui fare sesso ogni tanto, il suo lavoro? Lavoro? Ma quale lavoro? Certo, anche lei come Carrie vuole fare la scrittrice. Ma le occasioni non cadono dal cielo come a Carrie cadono scarpe di Jimmy Choo.  E di Mister Big neanche l'ombra. E così la serie è un susseguirsi di eventi insensati e azioni banali, le ragazze fanno e dicono stronzate cosmiche, la metà delle volte vorresti schiaffeggiarle. Marnie passa da amica matura superfidanzata con la passione per l'arte, ad una single che senza il suo ragazzo non riesce a trovare un senso alla sua vita. Crede di essersi liberata da un peso lasciando Charlie, ed invece si ritrova a capire che lei era qualcosa solo grazie a lui. Era sicura solo se stava con lui. E l'arte? La carriera nel mondo dell'arte? Al diavolo, da un giorno all'altro decide di voler fare la cantante. Jessa, l'alternativa sgualdrinella. Nessun uomo riesce a resisterle e lei non riesce a ricomporre i pezzi della sua vita. Shoshanna, l'amica vergine e un po' isterica, sicuramente legata al mito di Carrie e alla vita alla Sex and The City, che però non varca la soglia della sua cameretta rosa. La realtà è ben diversa, i giovani non hanno lavoro e quella realtà schiaccia i loro sogni e la voglia di rincorrerli. Le ragazze sono frustrate. Vivere a New York non è tutto rose e fiori, è difficile, vivere di insicurezze è difficile, crescere è difficile. Era più bello credere di poter bere Cosmopolitan e troieggiare fino a quarant'anni (ah no, le ragazze di Sex And The City continuano over and over). La serie tv GIRLS non ha senso, ma forse è la nostra generazione quella che non ha trovato il senso. Uno specchio della nostra realtà.


Vorremmo tutte essere brillanti, in carriera e disinibite come Carrie, ma alla fine siamo grassottelle, disoccupate e con la sindrome di Peter Pan come Hanna.
Ma la televisione e le serie tv non servivano anche a rilassarsi e a fuggire dalla vita di tutti i giorni? La verità fa male.


Yours Cristina L

13 commenti:

Benedetta M. ha detto...

Hai ragione, ma alcune volte guardare qualcosa di irraggiungibile, ci allontana un pò dalla realtà sollevandoci dal peso dei problemi e delle insoddisfazioni. Questo ogni tanto ci fa anche bene, dai! ;D

Buon pomeriggio,

Benedetta

www.daddysneatness.blogspot.com

Ambra Zavatta ha detto...

Sognare ogni tabnto non fa' mai male!!!

BAcioni

Ambra

Priscilla Proietti ha detto...

Ho letto questo post, pensando alla fine di ogni frase "quant'è vero!".
Ed è assolutamente vero quello che hai scritto, probabilmente questa nuova serie è soltanto lo specchio di questa generazione, insicura, che non sa cosa aspettarsi dal futuro e che sa fin troppo bene che la vita non può essere tutta rose e fiori.
Ma credo che sarà esistita in qualche luogo del mondo una Carrie, con tre fantastiche amiche, o almeno mi piace crederlo. Perchè come hai detto tu, a volte queste serie dovrebbero essere anche un modo per evadere la realtà, sognare e pensare che forse una vita simile prima o poi l'avremo anche noi :)

http://leclatdelamode.blogspot.com

Rossella Pirozzi ha detto...

Gossip girl mi ha fatto sognare!
xoxo
HAPPY B-DAY MY BLOG! ENJOY MY GIVEAWAY!

singlesbronza ha detto...

Sai che io da mesi mi dico di recuperare Girls e ora lo farò sicuramente dopo aver letto il tuo post?
Ho un rapporto d'odio e amore con Satc perchè appunto ti fa vedere qualcosa di reale ma che non tutte possiamo permetterci! E ora come ora avrei bisogno di una fetta di vita un po' più cruda e disincantata, come quella delle persone comuni..

Lorenzo Bises ha detto...

Sì, forse con la tele cerchiamo di sentirci un po' Carrie ma alla fine la nostra vita è completamente diversa e più simile a questa Hanna.

Disoccupata e con una vita poco glamour?

sono io!

un abbraccio

L.

S ha detto...

Magari hai ragione, sarà per questo che a me la serie Girls continua a non piacere, mentre adoro S&TC!^^
Un bacio!
S
http://s-fashion-avenue.blogspot.it

Paola Lauretano ha detto...

Bello questo post.... un invito a riflettere!!!
Grazie x la visita.... ci seguiamo???

Giorgio Schimmenti ha detto...

Per me Girls è nuovo, non ne avevo mai sentito parlare... guarderò qualche puntata e poi ti dico!

Xoxo

G.

http://georgefashiondreamworld.blogspot.it/

Mina Masotina ha detto...

Bellissimo articolo, soprattutto per me che ho amato Sex & the City, e amo Girls. Ne ho parlato un pochino anche io sul mio blog un mesetto fa, Girls a me piace perchè rispecchia di più la nostra generazione, la nostra realtà. Mi piace perchè, come dici tu, non ha senso, è incasinato, è spesso nudo e crudo! Da telefilm addicted odio quando vengono fatti confronti, quando dicono "eh, ma quello è meglio di quell'altro", solo perchè molte serie hanno alcune cose in comune, come i temi, le location o l'emittente che le trasmette... E' il caso di Girls con Sex & the City, ma anche dello stesso Sex & the City con la nuova serie The Carrie Diaries (di quest'ultimo ho pubblicato un post proprio oggi, su un tema un po' più frivolo del tuo). Ripeto, ottimo articolo :) ♥ Mina.
Il mio blog: The Style Fever.
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Damla Kalaycık ha detto...

Lovely blog!
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Claudia ha detto...

ahahah questo post è fantastico!!Non ho mai visto Girls, a parte il promo in tv!!

Roberto Fioravanti ha detto...

Girls lo trovo stupendo! per certi versi lo vedo un pò come una versione femminile e più matura di Skins.
Buona domenica!