9 aprile 2015

Jean Paul Gaultier: "Troppi vestiti uccidono i vestiti...la moda è cambiata"

"The system doesn't work... There aren't enough people to buy them. We're making clothes that aren't destined to be worn"


Jean Paul Gaultier lascia il pret-à-porter. Niente più ready-to-wear per l'enfant terrible della moda francese. La notizia è nota dall'inizio di quest'anno, ma solo ora in un'intervista al The Associated Press lo stilista spiega il perchè della scelta che lo vedrà lavorare solo sulle linee di couture e profumi. E' quello di un innamoramento che sta per svanire, di un amore in esaurimento il sentimento che Jean Paul Gaultier prova per la fashion industry. "Troppi vestiti uccidono i vestiti...la moda è cambiata! Una proliferazione di vestiti, otto collezioni a stagione, in tutto 16 l'anno. Il sistema non funziona...non ci sono abbastanza persone a comprarli. Facciamo abiti che non sono destinati ad essere indossati!". Gaultier si dedicherà solo all'esclusiva linea Haute Couture che gli permetterà di essere originale e se stesso al 100% dopo ben 38 anni di ready-to-wear donna. E' stanco del marketing non stop, della pressione della domanda da parte dell'industria, di troppe collezioni l'anno, di vestiti che nessuno indosserà. Non è quello che ha causato (in parte) anche lo stress (che tutti ci ricordiamo cosa ha provocato) di John Galliano? Il sistema non funziona più, perlomeno per i creativi di questa industria. Troppo stress, troppi vestiti, troppo di tutto e appunto "Too many clothes kills clothes!", lo stesso senso della moda svanisce. Non c'è più spazio per la creatività se diventa imposta: c'è qualcosa di più imposto di 16 collezioni per anno? Gaultier consiglia a noi comuni mortali, che non possiamo permetterci né la Couture (ovvio) né ahimè il pret-à-porter che "Ci sono marchi che fanno vestiti non costosi molto bene, come Zara, Uniqlo, H&M. Le persone possono vestirsi bene senza spendere molti soldi quindi perchè comprate vestiti costosi?". Che Zara o H&M facciano vestiti "molto bene" non ci metterei la mano sul fuoco, ma che non andiamo in giro nudi se non compriamo qualcosa che costa minimo due stipendi di un trentenne precario è verissimo. Ma non deve dirmelo Jean Paul Gaultier ci pensa già mia madre a ricordarmi che mi devo "coprire" e che va bene sia un cappottino di Zara (che pure quelli...200€!) sia una pelliccia di Gucci da mila mila euro. Il punto è: vince il fast fashion? Non c'è altra soluzione che diventare più esclusivi del ready-to-wear. Jean Paul Gaultier sarà esclusivamente couturier

22 febbraio 2015

TOM FORD, perchè sfilare a Los Angeles?



Semplice. Perchè la settimana della moda di Londra cade in concomitanza con il weekend degli Oscar e perchè dovrebbe sfilare in un posto dove, inevitabilmente, in quel weekend, non ci saranno i riflettori? Meglio Los Angeles. Un po' perchè da qualche anno a Tom Ford piace fare il bastian contrario, un po' perchè Hollywood è la casa del suo pubblico. Prima degli Oscar allora le star siedono alla corte della sua front row. Non mancano Beyoncé e Jay-Z, Rita Ora e altre pop star. Ci sono anche Reese Whiterspoon, Julienne Moore ed Amy Adams. Finalmente alla New York Fashion Week si è visto qualcosa di nuovo rispetto alle scorse stagioni, noiosette. Via libera all'odiato da Anna Wintour total black e via libera ai 70s e alle frange. Tom Ford riprende la tendenza country chic dei Seventies in una chiave luxury mixando, durante lo show jeans, pellicce, paillettes. Importantissimo, colonna portante, il patchwork. Di jeans e non. Vuole farlo tornare di moda. La gonna metà jeans e metà pelle leopardata te la vuoi perdere? Forse decisamente meglio la giacca (di jeans of course) con gli inserti in pelliccia blu. To-die-for.


28 gennaio 2015

Haute Couture SS 2015: Chanel, Giambattista Valli, Armani Privé, Bouchra Jarrar e Alexis Mabille


  
E' un giardino fiorito, una visione di bouquet dai mille colori. Ci sono voluti sei mesi per creare l'allestimento della sfilata, 300 fiori che hanno decorato il set della Couture primaverile. "Fiori a primavera? Avanguardia pura!" recita la famosa frase de Il Diavolo veste Prada, ma quando si parla di Chanel non c'è mai da rimanere delusi. Lagerfeld ricorda, "Conosco bene il mio lavoro!" chi può negarlo? Nella Couture c'è tutta la perfezione cauta di Chanel. N.B: il due pezzi ricorrente e la vita bassa. Non bassissima ma comunque non alta come quella a cui siamo abituati negli ultimi anni.

"Keep the best, forget the rest!" Karl Lagerfeled


Chanel

Un sogno fiorito in un giardino è anche quello della Couture di Giambattista Valli. Si ispira ad una conversazione impossibile, come lo erano le Impossible Conversations tra Schiap e Miuccia. La sua è tra Coco Chanel e Janis Joplin. Coco citata con le giacche nere e le influenze dell'abbigliamento maschile, Janis negli abiti da cocktail sopra ai pantaloni. Il risultato è una Couture romantica e super femminile. But although they seem like opposites, everything you never think could go together—actually, they do. Coco and Janis are both free spirits, with that nonchalant kind of attitude.” Giambattista Valli






Giambattista Valli
Festeggia dieci anni la, nata nel 2005, linea Privé di Armani. L'ispirazione è l'Oriente ma soprattutto il bambù, come spiega lo stesso Re Giorgio "Una pianta forte ma anche flessibile. Poi però, finito il vento, torna come prima". E' una metafora "Il bambù è come la donna di oggi!". La collezione è un susseguirsi di kimono rivisitati in chiave giacca o abito lungo. O almeno, personalmente ho visto kimono e geishe contemporanee ed elegantissime. Aspettiamo solo di vedere chi indosserà quale abito agli Oscar. 













Armani Privé


 Il tocco francese di Bouchra Jarrar ha compiuto 5 anni. Una donna un po' biker, ma soprattutto erotica. Zip diagonali su un tweed bianco e nero, giacche e abiti da biker, gambe messe in risalto. Haute Couture perfetta per il giorno e la sera e forse, con qualche abito lungo, la Jarrar apre anche ai Red Carpet di Hollywood.


 “Strength and femininity—that’s the woman of today,” Bouchra Jarrar

Bouchra Jarrar


E' un omaggio alla poesia di Albert Samain la Couture di Alexis Mabille, che quest'anno compie dieci anni. "Ci sono serate strane quando i fiori hanno un'anima..." recita la poesia del poeta simbolista francese. E' un giardino, ancora una volta, al centro di una sfilata di Couture, ma quello di Mabille splende di sera. Tra le stelle di paillettes, trasparenze seducenti, fiori e fiocchi oversize.







Alexis Mabille

26 gennaio 2015

Donatella, Dior, Schiap e un certo John Galliano. Spring Couture 2015



Amber Valletta in Atelier Versace 
Donatella rompe le righe della settimana della moda maschile parigina. E' suo il primo show della Couture Week Primavera Estate 2015. Femminili e super sensuali, Atelier Versace non abbandona il marchio di fabbrica della donna avvenente e decisa, l'autocitazione del proprio nome, over and over. Manca poco alla stagione della premiazioni e sulla passerella possiamo già vedere uno o due abiti che vestiranno le star di Hollywood, come di consueto sulle passerelle dell'alta moda.  In passerella due estremi: donne sirene o dive del passato. Le curve femminili e le sensualità del corpo sono ostentate, i colori protagonisti il blu, il rosso, il nero, il bianco.

Guarda tutti i look qui.

"Le scorse collezioni erano super grafiche, adesso ho voluto fare qualcosa di più femminile. Questa parola può suonare strana. Ma no, non lo è. E' per donne forti!" Donatella Versace "Le donne hanno un corpo sensuale, parliamo dell'essere fiere di essere donne, ed essere sexy va sempre bene!"

Atelier Versace 


Schiaparelli
Un'identità che fa fatica a tornare, l'ispirazione decisa è quella di Elsa Schiaparelli. La maison, riportata alla luce da Diego Della Valle, fatica a trovare un direttore creativo forte. Questa Couture è firmata Jean Paul Goude, dopo la departure di Marco Zanini a Novembre. I tailluer, i cappelli, le stampe surrealiste sono citazioni a "Schiap". Sintesi del lavoro tutto sommato buono, ma che sfiora il ready-to-wear. Il marchio è ancora da collocare e in tanti dobbiamo ancora capire che forma prenderà la maison.

Guarda tutti i look qui.

"Porteremo nuovi e giovani designer freschi di college. Ma lavoreremo insieme!" Diego Della Valle.
Schiaparelli
Maison Margiela
Il ritorno di John Galliano c'è già stato, non ha aspettato la settimana dell'alta moda parigina. Il 12 Gennaio ha sfilato lontano dalle luci di quei riflettori, forse meglio starne lontani per godersi un momento tutto dedicato al suo ritorno. Maison Margiela è la sua nuova casa, grazie a Renzo Rosso. Galliano è il meglio che la maison può sognare. La decostruzione è, ovviamente al centro della sfilata Haute Couture SS 2015. Galliano sceglie di non eccedere, c'è la sua firma ma non si vede. Non si nasconde, deve solo ambientarsi. Maison Margiela è lì, riconoscibile. Il tocco di Galliano un po' meno. Poco importa se i giornalisti lo stroncano con un "bello, ma non è stata la sua sfilata migliore". Certo che no, ovvio. Ma il Galliano della Couture lo conosciamo bene tutti, tornerà presto. Graduale sarà il suo ritorno alla Couture da sogno, come graduale è stato il percorso di riabilitazione affrontato. 
"Con il suo ritorno sarà possibile costruire quel fashion dream che solo lui può creare: gli auguro di trovare qui la sua nuova casa!" Renzo Rosso

Maison Margiela

Dior
E' bellissimo ma allo stesso destabilizzante un cappotto di plastica, su una passerella di Couture ancora di più. Ma Raf Simons ci ha gradualmente abituati ad una maison Dior in cambiamento, più vicina al futuro e alle esigenze, anche per quanto riguarda gli abiti di alta moda. Oltre alle "catsuits" dalle stampe very Seventies e le paillettes, il pezzo forte sono gli stivaletti e stivali, quasi leggings, di latex. Blu elettrici, arancio o marroni diventano il "breaking point" di interi look costruiti su mix di colori, stampe e stoffe discutibili. 

Guarda tutti i look qui.


Dior


Yours Cristina L

8 gennaio 2015

HALF BUN, PLEASE DON'T

Try this ONLY at home.
Tuppo, mezzo tuppo, tuppino, cipolla, cipollozzo, mezzo chignon...in qualsiasi modo lo chiamiate: NO. Le immagini sono significative, la stagione dei Red Carpet sta per iniziare e Kate Mara si presenta ad una serata di gala così.



La crisi del buon gusto è arrivata all'apice quando questa attricetta è uscita di casa con il look di tua cugina quando ha i capelli sporchi*, della tua vicina di biblioteca quando le vanno i ciuffi sugli occhi mentre studia, ma soprattutto quello che di solito accompagna il pigiama o la tutazza da casa. O semplicemente, quello che mi faceva mia madre quando esauriva la fantasia e non sapeva come minchia legarmi i capelli. Intercettiamo il trend sul nascere, critichiamolo prima che sia troppo tardi. Mettiamo alla gogna quello che chiamano l'Half Bun.
Ariana Grande, è giovane (ma non troppo) può ancora permetterselo
Non sto confutando la legalità del look, ci mancherebbe. Ognuno a casa sua è libero di acconciarsi i capelli nei momenti di scazzo come vuole. Io sono la prima. In casa siamo liberi di indossare pigiami di pile, felpe abnormi, trucco sbavato, capelli senza verso. Ma ad una serata di gala no. E nemmeno in giro per negozi. Finiamola di vestirci da quattordicenni ribelli. Non lasciamo che i capelli in questo modo invadano i Red Carpet. Il buon gusto deve vincere. In questo mondo una volta c'erano delle regole, delle acconciature, un dress code!
E' un appello, fermiamo questo trend!





Sienna Miller, ingiustificabile
E poi la piaga sociale peggiore: l'uomo con l'half bun...


Yours Cristina L

* "mia cugina" è stato modificato con "tua cugina" perchè le mie cugine si stavano offendendo in massa. Così adesso accuso TUA cugina di indossare l'half bun in casa. 

7 dicembre 2014

Alexander Wang gets dirty for his first denim line: DENIM X ALEXANDER WANG


Alexander Wang lancia la sua prima linea di jeans, DENIM X ALEXANDER WANG. Il lookbook completo è uscito e la collezione sarà disponibile sul sito dall' 8/12, ma a far parlare è la campagna pubblicitaria. La modella Anna Ewers, fotografata da Steven Klein, indossa solo i jeans seduta in una posizione provocante e nella seconda foto si tocca le parti intime. Un po' troppo? Per un capo basic come il denim Alexander Wang ha voluto farsi notare almeno con la campagna. I modelli della collezione si chiamano Wang 001, Wang 002 e Wang 003 e vanno dal semplice jeans skinny ma un po' sgualcito al boyfriend col risvolto. Basic è Basic, più della linea T by Alexander Wang. "Indosso i jeans tutti i giorni" ha dichiarato il direttore creativo di Balenciaga, e chi non lo fa? Ribattezza i jeans "il capo maschile genuino", ma l'attenzione dei media è tutta concentrata sulle parti intime di Anna Ewers. 



 "It's not provocative just in terms of sexy, but provocative to provoke conversation…I'm not dictating what that message is exactly. The interesting part is to see how people interpret it, and what they have to say about it. Of course, there are going to be people who disagree with it."




Alexander Wang launched his first line of jeans, DENIM X ALEXANDER WANG. The full lookbook came out and the collection will be available on the site from 12/8, but people are talking about advertising. Model Anne Ewers, photographed by Steven Klein, is wearing only jeans sitting in a provocative way and in the second photo she touch her vagina. A bit too much? For a basic piece like denim Alexander Wang wanted to get noticed at least with the campaign. The models of  jeans are called Wang 001, Wang 002 and Wang 003 and range from simple skinny jeans but a little crumpled to the boyfriend with lapel. Basic is basic, more than the T by Alexander Wang line. "I wear jeans every day," said the creative director of Balenciaga, and who doesn't? He dubs jeans as "genuine, men's clothing", but the media attention is focused on the private parts of Anne Ewers.


By Cristina L